martedì, ottobre 24, 2006

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Si potrebbero scrivere pagine sul ritornare a Urbino, sulle aspettative, su quel che è cambiato, sulle paure, sul futuro. Ma non mi va di scrivere nulla. Solo stare qui. E ora qui sono felice.

sabato, ottobre 14, 2006

1.9.9.6.


Oggi è un sabato diverso. Un giorno senza fretta. Un sabato come solo ottobre li sa confezionare, con l'odore d'inverno, col grigio padano, con tutto ciò che della pianura fa schifo e a me invece fa venire nostalgia e sciovinismo. Coincidenza, una sera liceale, l'anniversario dei dieciannicheciconosciamo. Non ho voglia. Anche se la gente che verrà sarà quella che mi fa piacere vedere. Mi sentirei come quegli inverni in bicicletta, eludendo coprifuochi, quando il mio mondo erano pochi chilometri quadrati. Quando si andava a far le vasche in centro, quando ti immaginavi cosa c'era dopo. Io e la mia indole andiamo a nozze con questi ricordi. Quando capitano quelle sere che torni a casa in bici e la tua via è sempre la stessa. Ma no che non è sempre la stessa. Cambia ogni volta che torni, ma quello non c'era prima, non c'era. E sul tuo tavolo, sempre quello, ci sono cose diverse. C'è il volantino della cineteca di Bologna, c'è la cartolina di Niki Vendola mandata dal Mavre, c'è l'ultima moleskine, un regalo di Elvira. Ci sono i vecchi quaderni, le vecchie foto. Questa sera non ho voglia. Vorrei camminare per la città e basta, a sentire voi che mi parlate delle ultime, come ieri sera, fare scappare via chiunque dal nostro tavolo per le troppe vaccate che diciamo. Non sono pronta per i "ti ricordi" e tantomeno per i "cosa fai adesso". Un sorriso silenzioso dietro un bicchiere. Parlate voi, vi ascolto volentieri. Non chiedetemi nulla questa sera, per favore.

New blood flows. Old faces go. I like the new ones better. I think I like these girls. Feels like I’ve travelled miles. Now I want to party all the time.
------------Arab Strap

mercoledì, ottobre 11, 2006

lauliterino?

Omaggio a Deli neolaureato e giustamente punito, in barba ai vigili urbinati.

Oggi giretto in bici sul lungomare psichedelico di Rimini. Statue neoclassiche, tedeschi abbronzati in costume, palme e sirene tettone. Poi preso il treno, milleottocento fermate fino a casa, lavorato, febbre, tornata a casa. La strada mi fa sempre pensare. A quelli di voi che già sono indipendenti. A me che lo sono a metà. A chi ancora si polleggia. A dove andare a che fare, a dove cercare e a cosa cercare. Cosa? La febbre non scende. I pensieri a quest'ora sono barocchi come la riviera romagnola. Buonanotte. Al risveglio, più minimal.

lunedì, ottobre 02, 2006

to keep us busy for years


Giorni strani di problemi comuni che non vuol dire mezzo gaudio. Ho sempre pensato fosse un'emerita stronzata questo proverbio. Ci stiamo macerando, ma è come se nonostante chilometri e situazioni, avessimo deciso di percorrere gli stessi passi. Io dò l'ultimatum al tavolo che mi intrappola. Venerdì salgo su un treno e spengo i pensieri. E voi con me.

Mentre aspetto, Finn nello stereo e la città buia fuori dalla finestra.
E nuovi fogli bianchi da riempire.