affacciarsi
Non servono immagini per questo post, che già la giornata è stata piena.
Arrivata a Milano leggendo e sorprendentemente rivalutando Kundera, mi sono persa dietro quegli intrichi di parole che mentre ancora pensavo alle vicende del dottor Hazel o di Klara scendo a Garibaldi e devo trovare la strada. Sono andata a prendere la Mamiya RB da un privato, un fotografo sui 40, un'ottima persona. Mi sono affacciata nella sua casa da scapolo, soppalco, cd di jazz, foto ovunque ed è stata una piacevole chiacchierata. Conoscere queste situaizoni, di gente nuova, incorciarla così, stare nella sua casa, sentire le voci in cortile, vedere fuori da una finetsra altrui è un salto improvviso nelle tante case in cui sono passata, in cui ho provato a immaginare una mia vita. Se fossi io ad aprire la finestra sui grattacieli di Porta Garibaldi? Oppure su quel parchetto riarso della Garbatella? Non c'è stato tempo di pensare oltre: di nuovo in metro, percorso inverso, in treno a leggere il destino del dottor Hazel, di nuovo via per la pianura nebbiosa.
Arrivata a Milano leggendo e sorprendentemente rivalutando Kundera, mi sono persa dietro quegli intrichi di parole che mentre ancora pensavo alle vicende del dottor Hazel o di Klara scendo a Garibaldi e devo trovare la strada. Sono andata a prendere la Mamiya RB da un privato, un fotografo sui 40, un'ottima persona. Mi sono affacciata nella sua casa da scapolo, soppalco, cd di jazz, foto ovunque ed è stata una piacevole chiacchierata. Conoscere queste situaizoni, di gente nuova, incorciarla così, stare nella sua casa, sentire le voci in cortile, vedere fuori da una finetsra altrui è un salto improvviso nelle tante case in cui sono passata, in cui ho provato a immaginare una mia vita. Se fossi io ad aprire la finestra sui grattacieli di Porta Garibaldi? Oppure su quel parchetto riarso della Garbatella? Non c'è stato tempo di pensare oltre: di nuovo in metro, percorso inverso, in treno a leggere il destino del dottor Hazel, di nuovo via per la pianura nebbiosa.


