lunedì, dicembre 24, 2007

nasale.



Questa sera la cena degli orfanelli. E poi fuori al gelo dal laso. È bello essere tornati a casa, anche se per la prima volta oggi non sono su un treno che mi riporta qui. Per il resto sto ascoltando più musica di quela che dovrei, sto conoscendo un milione di persone, mi ci sto buttando dentro. Tra le macchine di corso francia a Torino che sfrecciano, la campagna della bassa, le serate nascoste, le serate di parole, i silenzi, le domande, le immagini. Sempre più isterica, sempre più felice.

lunedì, dicembre 03, 2007

night will have its day


ph. Trent Parke

A Lucca pioveva e io avevo un gran sonno. La città di cartone, disegnata e ritagliata, bella e armonica. C'era anche un canaletto in cui ho fatto navigare una barca di carta. Le mostre sono state perfette. Non c'erano note stonate, scelte sbagliate. È stato un piacevole riempirsi di stimoli e finalmente abbiamo potuto vedere GRANDI le immagini che amiamo di Trent Parke e Mary Ellen Mark. Ho accuratamente evitato di incappare nei discorsi di quei cinquantenni che sfoggiano Leica al collo come le proprie mogli le collane costose. Non avevo voglia di luoghi comuni sulla fotografia, non avevo voglia di pensarci. Come adesso, se ci penso mando tutto in frantumi, devo farle e non pensarci, scivolare leggera sopra i giorni e non farmi domande. Dormire un po' di più anche. Zzz.